La Storia

Nel 1929 un gruppo di appassionati sportivi ferraresi si riunì al circolo Canottieri di via Romei con l’idea di fondare un circolo di tennis. Grazie all’intervento di un’autorevole politico del tempo, il Rag. Comm. Giulio Divisi, il Comune concesse al circolo di ricavare i campi da tennis sull’area che un tempo era il vasto giardino che univa la palazzina di Marfisa con gli altri edifici adiacenti, compresa la Loggia degli Aranci e il palazzo Bonacossi.
Quell’area, dall’Ottocento in poi, era stata destinata ad orto, frutteto (con meli, peri e albicocchi, ecc.), dove fiorivano anche rose e lavanda ma, purtroppo, era stata abbandonata all’incuria. Il progetto per nuovi campi venne affidato all’ing. Carlo Savonuzzi, e così nacque il Lawn Tennis Club Marfisa”.

 

 

I FONDATORI

                                                                      - BAGLIONI Dott. UGO; 
- FELISI N.H. GIANCARLO;
  - BUCCI Rag. GUIDO; 
- DIVISI Rag. Comm. GIULIO – 1° Presidente del Club;      
  - GIORGETTI Col. Cav. Uff. GIULIO;                     
- MAZZOTTI BIANCINELLI N.H. FIORENTINO;
  - MONTI Ing. N.H. CESARE;
- PEDRIALI UMBERTO;
  - SANI Ing. FEDERICO;   
- TUMIATI TULLIO;

                                                                                                                                     

La prima assemblea dei Soci, riunitasi l’11 marzo 1930, approvò lo statuto, elesse il Presidente e gli organi dirigenti e diede il via ufficiale all’attività del Club. Il primo Presidente del Club fu il Comm. Rag. Giulio Divisi personaggio di grande prestigio nell’ambito ferrarese.
Ben presto vi si iscrissero oltre 200 soci e fra essi figurarono, fin da subito, i migliori giocatori e le migliori giocatrici locali.
Il Club diede il via, fin dall’inizio della sua attività, ad una serie di manifestazioni agonistiche di rilevanza nazionale, richiamando sui suoi campi i più quotati tennisti italiani.
Giocare a tennis e frequentare il Tennis Club Marfisa era considerato anche un momento di vita sociale e culturale importante per la città data la ricchezza di relazioni interne ed esterne di cui si poteva beneficiare. Soci e famigliari frequentavano con assiduità la sede e, mentre sui quattro campi si giocava, la vita di circolo favoriva amicizie, affetti e attività ricreative.

 

Nel 1937 venne istituita dalla Federazione Italiana Tennis la Coppa “Porro Lambertenghi”, dedicata ai giovani praticanti. Al suo primo anno oltre duemila furono i concorrenti e Ferrara, con il suo Lawn Tennis Club Marfisa, si fece subito onore piazzandosi fra i primi dieci capoluoghi d’Italia.
Fra i giocatori più accreditati di quel periodo si ricordano: Tommaso Ravalli, Umberto Navarra, Gilberto Malucelli, Giuseppe Calzolari, i fratelli Beltrami, Lanfranco Carretti, Sigfrido Cirelli, Giorgio Bassani, Michelangelo Antonioni, Luciano Chailly. La squadra del Marfisa si fece onore anche nella “Coppa del Decennale” ( Campionato Nazionale a squadre di terza categoria ) dove conquistò il titolo di Campione di Zona.
Come già si è detto, in quegli anni, erano soci il futuro grande regista Michelangelo Antonioni, che pare giocasse in modo elegante e imprevedibile nonché lo scrittore Giorgio Bassani, definito giocatore da fondocampo che sfiancava gli avversari. Bassani senza dubbio nel descrivere anni dopo le partite a tennis nel suo romanzo “Il giardino dei Finzi-Contini” si avvarrà di molti suoi ricordi legati al Tennis Club Marfisa.
Purtroppo però arrivarono le leggi razziali del 1938 e tutti i soci di origine ebraica dovettero abbandonare il circolo. Anche la guerra fu un momento critico per il circolo, perché molti soci, essendo proprietari terrieri, sfollarono nelle campagne.
Terminata la tragica parentesi bellica, che segnò anche la fine della storica Presidenza del Comm. Giulio Divisi, i Soci più attivi, si riunirono in Assemblea nel giugno del 1945 ed elessero Presidente Gian Carlo Felisi, con la ferma intenzione di riprendere con energia l’attività del Lawn Tennis Club Marfisa.
I lavori di ripristino dei campi, due dei quali erano stati addirittura usati dalle truppe tedesche come maneggio per il loro cavalli, e l’avvio di attività sociali (feste, cene e manifestazioni) nella adiacente “Loggia degli Aranci”, furono i primi importanti impegni del neoeletto Consiglio per ridare nuova vita al Club. In quegli anni la squadra maschile di terza categoria, costituita da: Navarra, Ravalli, Breviglieri, Malucelli, Cirelli, Ravenna, Tesi con allenatrice Andreina Parmeggiani, si fece onore nella “Coppa Facchinetti”, battendo, in una magnifica finale del girone eliminatorio giocata a Bologna, gli storici avversari del C.T. Bologna, assicurandosi l’ingresso alla semifinale nazionale.
Fra i risultati più prestigiosi di quel periodo si ricorda anche il titolo di Campioni d’Italia di doppio conquistato nel 1947 dalla coppia Calzolari - Ravalli.
Fra le donne spiccava appunto il nome di Andreina Parmeggiani, giocatrice di prima categoria e di prestigio nazionale, mentre Rosa Passerini, Maria Teresa Navarra, Valeria Ravenna, Elda Vivalda, Italiana Luppis, Fiorenza Vanzi, Adolfina Melloni e Eugenia Morelli Di Popolo primeggiavano al Club.
Nel marzo del 1949, a seguito delle dimissioni del N.H. Giancarlo Felisi, l’Assemblea dei Soci elesse L’Ing. Carlo Savonuzzi Presidente del sodalizio e conferì a Felisi l’incarico di Presidente della Commissione Sportiva del Club.
In quegli anni, il T.C. Marfisa era agonisticamente impegnato nella Coppa Lambertenghi per i giovanissimi, nella Coppa Facchinetti per i terza categoria e nella Coppa Città di Ferrara.

 

 

Nel 1952 venne nuovamente eletto Presidente Giancarlo Felisi che per dare nuovo e prestigioso slancio all’attività del Club propose subito la organizzazione dei campionati italiani di 2° categoria che vennero disputati nel 1953.
A questo illustre e indimenticabile Presidente è dedicata la “Coppa Felisi” che viene assegnata ogni anno al vincitore del Torneo Sociale di singolare maschile. E’ il più ambito tra i tanti trofei esposti nella sede del Club e rappresenta una sorta di “albo d’oro” del Club.

       

Si affacciano ora sulla scena agonistica del Club nomi nuovi quali Giorgio Cané, Sandro Tagliavini, Sergio Cavallari, Gianfranco Caniato, Sergio Tesi, i fratelli Nini e Nanni Matteucci e i fratelli Roberto e Vittorio Servidori.
In particolare si ricorda il prestigioso 2° posto di Sandro Tagliavini alla finale nazionale della Coppa Porro Lambertenghi del 1955.

 

 

In occasione del venticinquennale della nascita del Club (1955) il T.C. Marfisa riuscì ad ottenere dalla Federazione Italiana Tennis la possibilità di organizzare la fase finale della “Coppa Brian” una manifestazione tennistica di rilievo nazionale che prevedeva incontri con giocatori di Prima Categoria.
Alla manifestazione, che ebbe luogo dal 20 al 23 ottobre, parteciparono, fra gli altri, anche Nicola Pietrangeli, Fausto Gardini, Beppe Merlo e Orlando Sirola che avevano appena disputato l’incontro di Coppa Davis contro l’Australia.
Nella foto Nicola Pietrangeli e Fausto Gardini

                                                    

 
Sotto l’aspetto agonistico gli anni cinquanta e sessanta hanno rappresentato il periodo più fulgido per il glorioso Circolo che si distingueva per l’apprezzata organizzazione di gare e appuntamenti di rilievo. E’ degli anni sessanta – sessanta cinque la discesa in campo della più quotata formazione di giocatori del Club di tutti i tempi che partecipò al Campionato Italiano a squadre di 2° categoria nella prestigiosa “Coppa Croce”. La squadra era formata da Roberto e Vittorio Servidori, Sandro Tagliavini, Paolo Borea e Gianfranco Caniato. Gli incontri erano davvero estenuanti ed avvincenti dato che erano previsti quattro singolari e due doppi che si dovevano svolgere al meglio dei cinque set.
Ma l’attività del Tennis Club Marfisa va ben oltre i Campionati riservati ai Soci e si estende, da sempre, a manifestazioni regionali e nazionali che spesso hanno portato al successo atleti ferraresi cresciuti nel vivaio del sodalizio. Fra le tante manifestazioni che hanno avuto come teatro i rettangoli di gioco del Club di Via Saffi, si ricordano nel lontano 1933 i campionati italiani di seconda categoria, nel ’48 i campionati italiani juniores, nel 1953 e nel 1961 ancora i campionati italiani di seconda, nel 1959 la Coppa Bossi, nel 1973 la prestigiosa Coppa Facchinetti, l’anno successivo la Coppa Luzzato, nel 1989 i Campionati Italiani under 18 maschili a squadre, nel 1993 il Campionato Italiano a squadre femminile under 16, nel 1997 il Campionato nazionale femminile under 18 oltre a numerose altre gare che hanno fatto della Marfisa uno dei Club più attivi anche sul versante dell’organizzazione. E proprio per il determinante ruolo espresso dal Club cittadino che il C.O.N.I. ha concesso al T.C. Marfisa i più importanti riconoscimenti al merito sportivo: la Stella d’Argento nel 1974 e la Stella d’Oro nel 1995.
Dagli anni ’90 in poi si sono alternati giocatori e giocatrici, che ora fanno parte della storia attuale del Club, che si sono fatti onore sia in campo regionale che in quello nazionale e che assieme alla preziosa attività di tutti i Presidenti e i Consigli Direttivi che si sono avvicendati hanno consentito al Club di mantenere il prestigio conquistato dalla sua nascita sino ad oggi.
Ci piace infine riportare un commento fatto sul T.C. Marfisa da Rino Tommasi (noto giocatore e commentatore televisivo): “ Non sono molti i circoli, in Italia, che identificano la loro città. Il Parioli a Roma o la Virtus a Bologna devono distinguersi dai molti altri club del loro villaggio, ma il Marfisa – a Ferrara – non ha, che io sappia, né concorrenti né tentativi di imitazione. Non v’è dubbio che alla notorietà del Marfisa, ma anche di Ferrara, abbia molto contribuito lo scomparso e rimpianto Giorgio Bassani...”

 

                                                                                                                                                                                                                        Il Presidente

                                                                                                                                                                                                                     Daniele Malucelli